
Il servizio si rivolge alle neo-madri e ai neo-padri, nell’ipotesi che la presa in carico della soggettività dei genitori permetta di definire con più chiarezza e soddisfazione il proprio ruolo, entro dinamiche complesse, in continua negoziazione e cambiamento.
La nascita di un bambino è un evento che trasforma l’identità delle persone e della famiglia. Assistiamo oggi, più che in altre epoche storiche, alla necessità di dare un senso specifico e contestuale ai rapporti significativi, perché i riferimenti tradizionali non hanno più lo stesso potere prescrittivo anche di pochi anni fa. Tra questi rapporti vi sono sicuramente quelli legati alla nascita di un nuovo membro della famiglia, che porta con sé difficoltà, angosce, conflitti, conquiste e nuove esperienze d’amore.
I servizi rivolti alla genitorialità hanno spesso un’impronta sanitaria, centrata su due miti portanti: quello della “follia” materna, ovvero della persona che non accetta le prescrizioni mediche (si pensi al controllo previsto durante la gravidanza e alla depressione post-partum); quello della madre “naturale”, guidata dai propri istinti (si pensi alle ideologie che concernono l’allattamento e al rapporto esclusivo mamma-bambino). Si tratta di miti che non consentono un’esplorazione di ciò che vivono i neo-genitori, di come stanno ricostruendo i loro rapporti, di quali difficoltà stanno affrontando. Si tende a prescrivere ruoli funzionanti, almeno dal punto di vista sanitario e comunque rivolti verso la madre. Del padre a volte si dice che deve fare da “contenitore” degli sfoghi della madre, che altrimenti sarebbero indirizzati verso il neonato. Altrimenti, non c’è traccia!
Questo servizio si rivolge a persone (mamme e papà) che vogliono approfondire ciò che si vive nei rapporti, come si trasforma la propria identità e quali cambiamenti si stanno vivendo, permettendo di comprendere i problemi e di definire nuove strade di sviluppo.